Strategie di migrazione a Exchange Online

Per la buona riuscita di un progetto di migrazione di una infrastruttura di messaggistica onpremise verso Office365/Exchange Online è importante prima di tutto capire qual è la migliore strategia da adottare.

Di seguito una breve descrizione delle modalità di migrazione che Microsoft ci mette a disposizione:

IMAP Migration:

Questa modalità torna utile per migrare qualunque sistema di posta, anche non Exchange, l’importante è che il sistema di messaggistica in questione sia accessibile via IMAP da internet. Oltre a sistemi di posta di terze parti è possibile utilizzare la IMAP Migration per migrare da Exchange 2000 e versioni precedenti, per i quali non esiste un diverso metodo di migrazione supportato.

Questo documento technet spiega nel dettaglio il funzionamento della IMAP Migration.

  • Pro:
    • Non richiede configurazione particolare sul sistema source
    • E’ sufficiente pubblicare IMAP
    • E’ possibile fare una migrazione selettiva delle mailbox
    • E’ possibile mantenere in sync la mailbox source con quella di destinazione lasciando girare il job di migrazione ogni 24 ore, in modo che vengano sincronizzate solo le differenze, per poi finalizzare il job quando si decidere di mettere in produzione la mailbox su Exchange online
  • Contro:
    • Se si deve migrare un sistema di posta di terze parti è necessario avere le password di tutti gli utenti da migrare
    • Non viene fatta conversione degli indirizzi x500, per cui ci possono essere dei problemi lato client Outlook, che rendono necessaria la cancellazione della cache degli indirizzi email

Cutover Migration:

E’ utilizzabile per migrare da Exchange 2007, 2010 o 2013.

E’ pensata per fare una migrazione completa di una infrastruttura on-premise in un unico processo di migrazione (migration batch), senza avere coesistenza tra utenti online e utenti onpremise

Non è possibile fare una migrazione selettiva, tutte le mailbox dell’infrastruttura onprem verranno migrate online.

Questo documento technet spiega nel dettaglio il funzionamento della Cutover Migration.

  • Pro:
    • E’ l’unico modo di migrare un’infrastruttura Exchange 2013, senza hybrid configuration
    • Anche se non è previsto di tenere in sync la mailbox source con quella online, se il batch di migrazione viene rilanciato verranno migrate solo le differenze, non la mailbox completa
    • Non è necessario implementare la sincronizzazione tra l’AD locale e Office365 mediante AADConnect, gli account su Office365 verranno creati dalla procedura di migrazione
  • Contro:
    • Non prevede coesistenza tra l’ambiente on-premise e l’ambiente on-line
    • Non consente di fare una migrazione selettiva delle mailbox
    • Il profilo Outlook dell’utente va rifatto e risincronizzata la cache locale (OST)

Staged Migration:

E’ utilizzabile per migrare da Exchange 2003 o 2007.

E’ pensata per eseguire una migrazione graduale, avendo la possibilità di selezionare gli oggetti che si vogliono migrare online.

Per utilizzare la staged migration è necessario implementare la sync tra l’AD locale e l’AD di Office365 mediante AADConnect.

Uno dei primi step che vengono eseguiti dalla procedura di migrazione è il popolamento dell’attributo “TargetAddress” della mailbox onprem con il rispettivo email address del tenant (@onmicrosoft.com). Questo fa si che qualunque email indirizzata alla mailbox onprem venga automaticamente inoltrata alla mailbox online.

Questo documento technet spiega nel dettaglio il funzionamento della Staged Migration.

  • Pro:
    • Consente di migrare in modo graduale le mailbox, consentendo la coesistenza tra mailbox online e mailbox onprem. Per la coesistenza è necessario intervenire manualmente sulla parte di flusso SMTP tra i due ambienti.
    • Il profilo Outlook dell’utente si riconfigura in modo automatico e viene preservata la cache locale (OST)

    Contro:

    • Non è utilizzabile per migrare un’infrastruttura Exchange 2013
    • Il profilo Outlook non viene riconfigurato fino a che l’amministratore non converte le mailbox migrate in MEU (Mail Enabled User), come previsto dalla procedura. Nel frattempo il profilo Outlook rimane attestato alla mailbox onprem ma le nuove mail ricevute vengono inoltrate alla mailbox online, per effetto dell’attributo “TargetAddress”

Hybrid Deployment:

Questa non è solo una tecnica di migrazione ma è pensata per realizzare un ambiente ibrido permanente, con mailbox onprem e mailbox online che fanno parte di un’unica organizzazione.

E’ possibile adottare questa soluzione ai fini della migrazione, specialmente quando si deve migrare un’infrastruttura Exchange 2013 in modo selettivo, visto che l’unica alternativa disponibile sarebbe la Cutover Migration.

Per realizzare un Hybrid Deployment è necessario implementare la sync tra l’AD locale e l’AD di Office365 mediante AADConnect.

Questo documento technet spiega nel dettaglio il funzionamento per implementare un Hybrid Deployment.

  • Pro:
    • Consente di migrare le mailbox da onprem a online come se fosse uno spostamento tra database della stessa organizzazione
    • Fornisce un perfetto ambiente di coesistenza tra ambiente onpremise e ambiente online
  • Contro:
    • E’ supportato con Exchange 2010 e 2007 ma è necessario avere almeno un CAS e un Mailbox 2013 nella stessa organizzazione onpremise
    • Richiede una progettazione accurata e l’implementazione non è banale

Tools di terze parti:

Per completezza di informazioni va detto che esistono dei tools di terze parti che consentono di migrare infrastrutture onpremise a Office365.

Confronto tra le modalità di migrazione:

Ora che sappiamo quali strumenti abbiamo a disposizione per migrare ad Exchange Online, li possiamo mettere a confronto e vedere se sono in grado di coprire tutti i casi oppure se ci manca qualcosa:

Features IMAP Migration Cutover Migration Staged Migration Hybrid Deployment
Exchange 2000 e pre o altro prodotto

Si (1)

No

No

No

Exchange 2007

Si (1)

Si

Si

No

Exchange 2010

Si (1)

Si

Si

Si

Exchange 2013

Si (1)

Si

No

Si

Migrazione selettiva

Si

No

Si

Si

Consente coesistenza

Si (2)

No

Si

Si

Profilo Outlook va rifatto

Si

Si

No

No

Interventi manuali necessari

Si

Si

Si

No

(1) E’ necessario pubblicare IMAP

(2) Se il sistema di posta di terze parti onpremise lo consente

Esperienza dal campo

A conclusione di questo post vorrei riportare alcune delle esperienze che ho fatto sul campo, mettendo in evidenza alcuni fattori importanti che vanno considerati e alcune situazione che purtroppo non vengono coperte perfettamente da nessuna delle tecniche di migrazione che abbiamo visto, per cui è necessario scendere a compromessi oppure inventarci qualcosa Smile.

Quando si deve migrare un sistema di posta ad Exchange Online si parte considerando la versione del prodotto che abbiamo onprem e i “fattori ambientali” con i quali dobbiamo avere a che fare, vediamone alcuni importanti, che vanno considerati:

  • Numero e dimensione delle mailbox. Questo è un fattore importante da tenere presente, soprattutto quando si fa una Cutover Migration, che è concepita per migrare completamente tutte le mailbox, senza prevedere coesistenza
  • Necessità di migrazione graduale o possibilità di migrazione “one shot”. In questo caso la Cutover Migration ha dei grossi limiti, non avendo la possibilità di fare una migrazione selettiva.
  • Necessità di mantenere coesistenza tra le mailbox online e le mailbox onprem durante il periodo di coesistenza.
  • Tempo a disposizione per la migrazione. Se i dati da trasferire online sono parecchi, dobbiamo tenerne conto
  • Necessità di avere tutti i contenuto online subito o possibilità di averli in un secondo tempo
  • Riconfigurazione del client Outlook. Questa parte non è trascurabile. A esempio in una cutover migration va tenuto conto che la cache locale di Outlook va risincronizzata completamente

Alla luce di quanto detto, ci sono delle “zone grigie” che rimangono scoperte e vanno gestite con alcuni compromessi, ad esempio:

  • Se devo migrare un Exchange 2013 e voglio fare una migrazione selettiva, come faccio? Non posso usare la Staged Migration ma dovrei usare la Cutover che però non mi consente di fare una migrazione selettiva. Dovrei implementare una Hybrid Configuration, ma non sempre è possibile. In questo caso in realtà avrei trovato un “workaround” sul quale farò un post specifico.
  • Se devo migrare un Exchange 2007 o 2010 in modo selettivo e dovendo gestire la coesistenza, posso usare la Staged Migration, ma devo tenere conto che, appena inizia la migrazione, sulla mailbox onpremise viene attivato il forward verso la mailbox online, ma il client rimane attestato alla mailbox originale, che smette di ricevere le nuove mail

Insomma, la tecnica di migrazione perfetta non esiste, occorre sempre gestire qualche compromesso, tranne quando si ha la possibilità di implementare una Hybrid Configuration, ma non sempre è possibile.

Ci aggiorniamo a breve con qualche dritta su come gestire una Cutover Migration selettiva.

Roberto